Navile e dintorni #8, da Filippo Elia

Ciao a tutti,

questa primavera è stata ricca di incontri in Quartiere e ci sono varie novità che meritano di essere comunicate.
Al solito cercherò di essere sintetico, ma le cose da comunicare sono tante nonostante ne illustri solo una selezione.
Prima di iniziare una piccola preghiera: qualcuno mi ha ringraziato perché tramite le mie mail ha accesso ad informazioni che altrimenti sarebbero difficili da reperire (in realtà non invento nulla, forse la mia mail ha l’unico vantaggio di radunare le informazioni in un unico testo più o meno sintetico). Il ringraziamento più bello però e se avete modo di diffondere a chi pensate possa essere interessato. Per ricevere la newsletter è sufficiente farmelo sapere o scrivere all’indirizzo perdavveronavile+subscribe@googlegroups.com (oggetto della mail e testo non servono). Grazie!

Di seguito l’indice:

  1. Un provvedimento condiviso sulla Casa della Salute
  2. Il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (o PUMS)
  3. Bilancio partecipativo 2019, le proposte per Corticella
  4. Nuovi percorsi pedonali
  5. Consiglio aperto sul passante “di mezzo”
  6. Consiglio aperto sul Canale Navile
  7. Un punto sull’aeroporto
  8. Piccola considerazione sulla situazione politica nazionale

pronti …. via!

1. Un provvedimento condiviso sulla Casa della Salute

In data 12 aprile u.s. il Consiglio di Quartiere ha approvato all’unanimità (fatto piuttosto raro nella mia breve esperienza da Consigliere) l’Ordine del Giorno n° 14, in cui il Quartiere si impegna, tramite lo strumento della Commissione Welfare di Comunità, a costituire un tavolo di ascolto che riunisca “professionisti, associazioni e cittadini”, per promuovere il pieno raggiungimento degli obiettivi della Casa della Salute e monitorare alcuni indicatori specifici per la valutazione del servizio.
Ricordo che come affermato dall’Ass. Barigazzi, la sfida non è “solo” quella di mettere a disposizione della comunità un poliambulatorio efficiente, funzionale e moderno, ma soprattutto quella di prendersi in carico i cittadini costruendo percorsi personalizzati e trasversali che tengano conto non solo della dimensione salute, ma di fragilità sociali, culturali ed economiche. Il focus non deve essere quindi limitato alla performance professionale specifica, ma alla cura della persona nella sua interezza e secondo tutte le sue dimensioni. Un compito arduo, un tema altissimo, frutto di una sensibilità verso i cittadini che ha una lunga storia alle spalle, ma che avrà bisogno di supporto e monitoraggio perché una visione così bella e ricca non venga depauperata da tempo e inerzia. E’ questo l’obiettivo racchiuso nell’OdG 14.
2. Il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (o PUMS)
Il 24 maggio u.s. si è tenuto un Consiglio Aperto per la presentazione del PUMS e del processo partecipativo lanciato dal Comune per la messa a punto del piano.
In allegato le slide che ci sono state illustrate, ma ritengo meriti una visita anche il sito dedicato al PUMS, insolitamente lineare per un sito web della pubblica amministrazione e che contiene molte informazioni interessanti.
Gli obiettivi del PUMS sono tanto semplici e condivisibili quanto ambiziosi: riduzione del 40% dei gas serra prodotti dal traffico, ottenuta considerando una quota di riduzione del 12% causata da un naturale rinnovo del parco mezzi circolante (introduzione di auto elettriche o ibride, diminuzione dei diesel, miglioramento catalizzazione, ecc…) e il restante 28% ottenuto tramite il cambio di una parte del nostro modo di spostarci abitualmente. Il comitato scientifico del PUMS ha calcolato che per ottenere gli obiettivi prefissati, almeno 440.000 spostamenti al giorno (i nostri spostamenti) devono essere trasferiti da auto/moto a mezzi alternativi non inquinanti.
Definiti gli obiettivi va approntata la strategia e quella del Comune punta su più leve:
  • rafforzamento del servizio del Servizio Ferroviario Metropolitano (SFM) con un aumento del numero di treni e maggiore frequenza (-> un treno ogni 15 minuti su tutte le linee nelle fasce di punta)
  • introduzione di 4 linee di tram (linea gialla Casteldebole – Rastignano, linea rossa Borgo Panigale – Fico, linea verde Corticella – Due Madonne, linea Blu Casalecchio – San Lazzaro)
  • maggiore integrazione dei servizi bus/SFM/tram con incrocio tra direttrici portanti (treni e tram) e rete secondaria (bus) e tariffazione unica, un unico biglietto per utilizzare tutta la rete
  • introduzione da settembre del car sharing tramite la applicazione Enjoy
  • rafforzamento del bike sharing tramite introduzione di 1000 nuove biciclette, entro fine anno, 300 delle quali a pedalata assistita. Il parco bici sarà di 2500 entro fine anno (e la cosa credo sia evidente, se ne vedono parecchie in giro ..). Per questo servizio la applicazione di riferimento è Mobike
Gli obiettivi infrastrutturali sono ambiziosi, ma l’obiettivo più ambizioso è quello di educarci – e su questo siamo tutti corresponsabili – ad evitare utilizzi “inutili” dei nostri autoveicoli. Il Comune su questo può solo cercare di facilitare le cose efficientando i servizi, noi dobbiamo fare tutti la nostra parte.

 

3. Bilancio partecipativo 2019, le proposte per Corticella
Come l’anno scorso è partito il processo del bilancio partecipativo. Un milione di euro che il comune investe su progetti proposti dalla cittadinanza.
Va dato atto che, come avevamo chiesto, il tutto è partito con tempi più dilatati rispetto all’anno scorso, per dare più spazio ai laboratori e alla presentazione dei progetti.
L’attenzione del Quartire Navile quest’anno è sulla zona Corticella e sono stati presentati alla Fondazione per l’Innovazione Urbana (già Urban Center) ben 13 progetti negli incontri di quartiere e una altri 8 on-line. Di questi verrà fatta un’analisi di fattibilità e pertinenza e un’inevitabile scrematura in attesa del voto che dovrebbe essere in ottobre.
Mi piace ricordare che il bilancio partecipativo è piccola cosa nel contesto della gestione di un Comune come Bologna, ma ha grande significato simbolico: sono iniziative proposte pensate e condivise dai cittadini e votate dai cittadini. Il senso di partecipazione, corresponsabilità, appartenenza, responsabilità sulle cose comuni rappresentano il vero valore aggiunto dell’iniziativa.
Nel frattempo la proposta vincitrice lo scorso anno “Piazza Pizzoli” ha ora un progetto esecutivo e il lavori dovrebbero essere terminati entro metà 2019.

 

4. Nuovi percorsi pedonali
Segnalo che sono iniziati i lavori di riqualificazione di percorsi pedonali che interesseranno le seguenti vie:
  • Via Bentini
  • Via Cicu
  • Via Cechov
  • Via Delle Borre
  • Via della Cà Bianca
  • un piccolo tratto di via Zanardi
Gli interventi rientrano nel programma generale di manutenzione straordinaria dei marciapiedi, per realizzare una migliore vivibilità e fruibilità del territorio e garantire una mobilità pedonale confortevole e sicura. Qui i dettagli.

 

5. Consiglio aperto sul passante “di mezzo”
Il giorno 11 giugno si è svolto un consiglio aperto presso il centro Montanari, assieme ai quartieri Borgo-Reno e San Donato-San Vitale.
Serata molto calda, non solo per la temperatura, ma anche per la partecipazione accesa e polemica da parte dei circa 150 partecipanti molti dei quali davano voce ai comitati per il “no” al passante.
Perché la discussione? Perché il nuovo governo ha già paventato di bloccare tutto e i vari comitati spinti dalle opposizioni vogliono rimettere tutto in discussione.
Bisogna ricordare che il passante di mezzo è finanziato da 700 milioni di euro delle autostrade che non pagano solo l’allargamento in sede della tangenziale (di una corsia su tutto il tracciato e di due corsie tra l’uscita 6 e la 8), ma una serie di altre opere accessorie che servono a drenare ulteriore traffico dall’arteria principale (Intermedia di pianura, Complanare di Ozzano, Nodo di Funo, completamento Lungosavena,…). Va da sé che dire no al passante di mezzo vuol dire dire no a tutto il pacchetto, vuol dire condannare Bologna all’immobilità infrastrutturale e all’utilizzo di una infrastruttura pensata e realizzata circa 50 anni fa.
E’ naturale che i residenti delle zone adiacenti siano preoccupati, della loro preoccupazione bisogna avere massimo rispetto, senza atteggiamenti di sufficienza, ma è altrettanto vero che il tema del passante non può essere gestito in modo improvvisato e senza la competenza necessaria, o isolando le questioni senza prendere in considerazione l’intero “sistema della mobilità” bolognese, che è fatto di tangenziale e autostrada, ma anche dal PUMS di cui parlavo al punto 2. Anche il PUMS infatti deve drenare traffico dalla tangenziale, allo stesso modo delle opere accessorie. Lo scenario che va prefigurato è quello di un aumento complessivo del traffico della città metropolitana a parità di traffico sulla tangenziale (grazie a opere accessorie, miglioramento del SFM e intrduzione delle linee di tram), che quindi viene resa più fluida aumentandone la portata complessiva.
E anche se (per fortuna!) utilizzeremo sempre più mezzi ibridi, elettrici, ecologici, condivisi, tali mezzi non cesseranno di occupare un volume e non cesseranno di transitare da Bologna a meno di rinunciare completamente all’importanza strategica che il nodo di Bologna può esercitare come polo attrattivo e volano per l’economia della nostra regione e nazione.
Come spiega molto bene Andrea De Pasquale (responsabile del dipartimento mobilità del PD) in questo post Facebook, al passante di mezzo non ci sono alternative: il passante nord è morto e sepolto, grazie all’idea sacrosanta di risparmiare suolo agricolo e al fatto che il piano di decentramento fiera e ospedale sia definitivamente decaduto, mentre il passante sud una chimera costosa e inutile perché porterebbe via solo una parte del traffico autostradale.
Questa è la scommessa: miglioramento del benessere, abbattimento dei tempi di percorrenza, aumento della attrattività del nostro territorio senza aumentare l’inquinamento. Se si gioca, una scommessa si può anche vincere, se non si gioca è persa in partenza. Lo stare fermi non è ininfluente: è una sconfitta, per l’economia e per la vita di tutti quelli che ogni giorno si spostano da Casalecchio a San Lazzaro o vice versa.
Ai posteri l’ardua sentenza.

 

6. Consiglio aperto sul Canale Navile
Il 14 giugno si è tenuto un altro consiglio aperto per fare il punto sul tema del Canale Navile.

La prima notizia positiva è che oltre ad una grande partecipazione dei cittadini, al consiglio aperto sono intervenuti tutti gli attori in gioco nella difficilissima gestione delle acque del Canale:

  • Area Reno della Regione ER – responsabile delle acque e dell’alveo
  • HERA
  • Comune di Bologna
  • Bonifica Renana – gestione delle acque irrigue
  • ARPAE
  • Consorzio della Chiusa di Casalecchio – regola il flusso delle acque
  • Comitato del Ponte della Bionda e del Canale Navile
La buona notizia è che c’è uno stanziamento da un milione e mezzo di euro per la bonifica del Canale Navile lungo un tratto di circa 4100m tra via Bovi Campeggi fino al ponte della Bionda e del cosiddetto “Canalazzo” tra il sostegno del Battiferro e il Ponte della Bionda per circa 2400m. Il piano prevede che i lavori siano appaltati ed eseguiti entro il 2019.
I lavori dovranno ripulire il Canale da ostacoli, vegetazione e sporcizia come sintetizzato molto bene da questa immagine fornita dal Consorzio della Bonifica Renana:
Oltre ai lavori di Bonifica, un’ordinanza regionale ha dato il via ad un piano sperimentale che consentirà al Consorzio della Bonifica Renana di iniettare nel Canale Navile una certa quantità di acqua in uscita dal depuratore di Bologna al fine da mantenere una “portata ecologica di base” in tutte le condizioni idrologiche. L’obiettivo complessivo è quindi quello di garantire sempre un flusso di acqua minimo nel Canale per evitare ritorni, ristagni e con i problemi associati di puzza e zanzare.
All’intervento del Consorzio della Bonifica Renana va aggiunto il lavoro del Comune che prosegue seppur a rilento l’allacciamento progressivo delle abitazioni del centro storico che a tutt’oggi scaricano direttamente in Aposa (e quindi nel Canale Navile che nasce dall’unione di Aposa e Cavaticcio).

 

7. Un punto sull’aeroporto
Un ultimo aggiornamento sul tema aeroporto su cui abbiamo tenuto un’assemblea, molto recentemente in data 27/6.
All’assemblea, oltre ai tecnici del Comune, ha partecipato il management dell’Aeroporto di Bologna, che devo dire con molto piacere non stanno cercando lo scontro, ma anzi la collaborazione fattiva e pro-attiva. ENAC ed ENAV purtroppo non si sono presentati, ENAV in particolare, l’autorità che decide le direzioni di atterraggi e decolli, non si è mai presentata agli incontri in quartiere.
L’elemento di novità è l’impegno dell’aeroporto di portare avanti un piano di azioni concrete per migliorare per quanto possibile il rapporto con la città e con la zona Lame in particolare. Per me che abito in Bolognina e non lontano dalla stazione, il traffico aereo non risulta un problema, ma mi rendo conto che per chi sta alla Noce o lungo le rotte di decollo e atterraggio la presenza dell’aeroporto porti grossi disagi.
Il piano di azioni proposto dall’aeroporto è sintetizzato dalla seguente slide:
Vorrei sottolineare in particolare il punto 2 e il punto 3:
  • valutazione di una fascia protetta dalle 20 alle 22 in cui applicare una possibili ordinanza di divieto di decolli e atterraggi da e verso Bologna
  • capire i razionali di distribuzioni di atterraggi e decolli verso la direttrice di Bologna piuttosto che verso quella di Calderara (ovvero una zona molto meno urbanizzata); capire questo e spingere la maggior parte degli aerei verso Calderara è l’unico modo possibile per far convivere un aeroporto che dista meno di 5km dal centro storico con la città
E’ stato ricordato durante l’assemblea che il Comune si era impegnato ad una indagine medico/statistica per capire dalle banche dati su farmaci e patologie della zona adiacente all’aeroporto comparata con il resto di Bologna se ci fosse evidenza di un’incidenza dell’aeroporto sulla salute popolazione. Ci è stato promesso che l’esito dell’indagine sarà reso noto dopo l’estate.

 

8. Piccola considerazione sulla situazione politica nazionale
Lo dico con parole mie da dilettante della politica. E’ triste, umiliante e scoraggiante essere rappresentati da questo governo. Per carità il governo è legittimato a governare perché le forze che lo costituiscono hanno vinto le elezioni e controllano più del 50% del parlamento (e mi permetto di aggiungere, visto che siamo in una Repubblica Parlamentare, nonostante Conte non sia eletto come non lo era Renzi, ma evidentemente vige la regola dei due pesi e due misure, come per i maiali di Orwell che mi piace sempre ricordare), ma che tristezza avere la rappresentazione plastica di quanto sia caduta in basso e si sia imbruttita la politica italiana.
Cito dalla newsletter di Renzi della settimana scorsa:
Il tempo vola e il nuovo Governo ha già compiuto un mese. Decreti approvati: due. Uno per dare una proroga ai benzinai sulla fatturazione elettronica, uno per affrontare la questione del Tribunale di Bari. Tanti spot sui giornali, ma tra un censimento e l’altro c’è qualcuno che possa censire – o almeno ricordare – tutte le promesse della campagna elettorale? Nel primo consiglio dei ministri avevano promesso di abolire la Fornero, fare la Flat Tax al 15%, introdurre il reddito di cittadinanza con 780€ al mese che diventavano 1680€ per una famiglia con due figli, rimpatriare seicentomila clandestini. E invece il Governo è fermo a zero. Anche questa settimana la Camera dei Deputati non lavora perché non c’è niente all’ordine del giorno. Niente. 
Notizia di oggi: Di Maio ha sdoganato il cosiddetto Decreto Dignità. “Molto tramestìo per nulla” per citare Shakespeare, vuoto spinto da cui salvo una cosa: il divieto della pubblicità sul gioco d’azzardo. Una misura dovuta.

 

Al solito ringrazio di cuore chi è arrivato a leggere fino a qui! GRAZIE!
Buona estate a tutti!
un caro saluto,
Filippo Elia

 

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